Come cambia il ruolo del responsabile HR nella Digital Transformation?

Se è vero che la digital transformation è un’onda che sta coinvolgendo tutti i settori, ormai è passata da novità ad approccio di business adottato da molte realtà. Chi si fa ambasciatore di questi progetti? Chi li guida? Qual è l’impatto sulle persone? Il talent garden ha approfondito queste domande in una ricerca datata 2018 e ripetuta nel 2019. Il punto centrale è stato capire che ruolo ha l’HR manager in questo cambiamento.

Attualmente infatti la maggior parte dei progetti di trasformazione digitale è voluta e guidata dai CEO aziendali, con grande supporto di chi si occupa in azienda dei sistemi informativi. Dalla nostra esperienza nel settore vediamo che è pensiero comune il fatto che, poiché la digitalizzazione ha a che fare con le tecnologie, ad occuparsene debba essere l’IT service.

Tuttavia, abbiamo già delineato in un precedente articolo, che i fattori principali determinanti l’insuccesso dei progetti digitali sono lo scarso engagement delle persone e una cultura aziendale non aperta al cambiamento. Visti questi due fattori, risulta chiaro il ruolo centrale che l’HR manager ha il potenziale di ricoprire nella digital transformation.

Dalla ricerca tuttavia emerge che “le aziende italiane, a prescindere dalla dimensione e dal settore in cui operano, non hanno una chiara strategia per affrontare la trasformazione digitale e la conseguente People Transformation. Anche il livello di maturità digitale, pertanto, è piuttosto scarso, e il contributo degli HR al processo di innovazione è ancora troppo limitato” (BearingPoint, Talentsoft, Talent Garden, 2018)

Come può la figura dell’HR ritrovare il proprio posto d’onore in questo contesto?

E’ lo stesso Talent Garden a raccontarlo al Corriere Innovazione. Non deve solo diventare un ambasciatore del cambiamento digitale per l’azienda, ma abbracciare essa stessa il cambiamento nelle sue funzioni specifiche: il digitale non è solo selezione online delle risorse, è creazione di relazioni di fiducia con i dipendenti. Il contesto in cui farlo non è semplice, basti pensare alla compresenza in azienda di diverse generazioni o all’importanza che stanno assumendo le cosiddette soft skills (come suggerito dal World Economic Forum). La trasformazione è innanzitutto un tema culturale, come già esplicitato sopra, che utilizza le tecnologie per abilitare la persona ad un miglior svolgimento del proprio lavoro.

Gli ambiti di trasformazione digitale nel mondo HR sono diversi, a partire dalla fase di recruiting che emerge fortemente impattata dal digital. Basti pensare all’utilizzo dell’analisi di dati legati ai profili dei candidati o alle video interview fino all’utilizzo della virtual reality. Ma non solo recruitment, anche la valutazione delle performance si avvale ormai di molti strumenti digitali per tracciare e analizzare i risultati e le competenze.

In quest’ottica trasversale, ciò che emerge è una figura HR che dovrà essere sempre più ibrida, spiega il TAG, per porre sempre più al centro il dipendente permettendogli di essere sé stesso ma anche allineando il suo stile ai valori aziendali. Guidare questo cambiamento significa dover interfacciarsi con diverse professionalità. Il responsabile HR dovrà guidare la trasformazione digitale, acquisendo tuttavia competenze di Marketing e comunicazione per gestire il coinvolgimento delle risorse e l’attrazione di nuovi talenti. Non solo, anche acquisire competenze di data analysis sarà presto necessario al HR manager per poter prendere decisioni data driven.

Conclude Matteo Sola, Digital & Innovation Consultant di Talent Garden Innovation School, “L’ottica Human Centered e l’utilizzo di approcci e tecnologie digitali per creare valore per l’uomo a tutto tondo permetterà di creare valore per il business aziendale e alla funzione HR di porsi così di nuovo, legittimamente, al centro del contesto organizzativo.”

BearingPoint, Talentsoft, Talent Garden, (2018). La digital transformation nella gestione delle risorse umane.