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ToggleCome può una grande azienda industriale portare l’AI nei processi senza fermarsi al progetto pilota? In questo articolo di factoryvoice raccontiamo il caso di Fidia Farmaceutici, che ha scelto Skillvue, startup milanese specializzata nella valutazione delle competenze con l’AI, siglando una partnership triennale. Gianluca Magnani, Global P&C Officer di Fidia, spiega metodo e risultati: circa 400 persone valutate in un mese, tempi di screening ridotti da settimane a pochi giorni e un approccio che parte dallo sviluppo delle persone, non solo dalla selezione.
Negli ambienti industriali e corporate, il concetto di Open Innovation viene spesso citato nei report annuali o confinato in progetti pilota estemporanei, pensati più per fare marketing che per trasformare concretamente i processi. Ma cosa succede quando un’azienda farmaceutica globale decide di investire davvero su una startup ad alto potenziale, scegliendo un orizzonte temporale triennale e integrando l’Intelligenza Artificiale nei propri processi chiave?
È la strada intrapresa da Fidia Farmaceutici, multinazionale che ha scelto di affiancarsi ad una startup innovativa specializzata nell’analisi e nello screening delle competenze guidati da AI, siglando una collaborazione su base triennale.
Per la rubrica factoryvoice, abbiamo intervistato Gianluca Magnani, Global P&C Officer di Fidia, per capire la genesi di questa scelta, l’impatto dell’AI sull’efficienza aziendale e il ruolo fondamentale che le grandi realtà industriali possono e devono svolgere nel supportare l’ecosistema dell’innovazione.

La tentazione del “sicuro” vs il valore del rischio calcolato
Quando una grande azienda sceglie di digitalizzare o innovare un processo critico, la reazione più comune e rassicurante è quella di rivolgersi a big corporate o a fornitori storici con decenni di storia alle spalle. Scegliere una startup significa accettare una dose di incertezza e di rischio. Tuttavia, è proprio in quel margine che risiede la vera spinta innovativa.
«Essendo un’azienda che fa innovazione, andare a capire chi sta facendo innovazione sul mercato è qualcosa che sta nel nostro DNA. Il valore della valorizzazione dell’idea delle persone si traduce proprio nel stimolare la capacità innovativa. Se questo è un valore dell’azienda, è chiaro che vado a ricercarlo anche fuori. Cercare partner che abbiano voglia di innovare insieme a noi è fondamentale.»
Skillvue, fondata a Milano nel 2021, ha chiuso nel 2025 un round Seed da 5,5 milioni di euro. Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, nel 2024 solo il 35% delle aziende italiane è riuscito a individuare i “talenti nascosti” al proprio interno.
L’incontro tra Fidia e Skillvue – startup tech milanese che si occupa dell’ambito HR – è avvenuto in un contesto universitario, presso i laboratori d’innovazione del Politecnico di Milano. Oltre all’efficacia dell’algoritmo, a fare la differenza è stato il rigore metodologico della startup nella validazione dello strumento e nel contrasto ai bias cognitivi nei processi di valutazione.
«Quando si fa recruitment, una delle cose più difficili è superare i nostri bias. Quando ho chiesto come avessero addestrato l’AI per evitarli, la risposta mi è piaciuta moltissimo: non possiamo evitarli del tutto, ma riduciamo i nostri. Quando riceveremo le candidature screenate, il manager non saprà l’età, il sesso o il titolo di studio della persona, rendendo la valutazione la più neutrale possibile.»
Semplificare ed efficientare: l’IA al servizio dell’agilità aziendale
Nel contesto industriale moderno, l’Intelligenza Artificiale è diventata uno strumento indispensabile per semplificare il lavoro e comprimere i tempi, trasformando attività ripetitive o estremamente complesse in processi fluidi ed efficaci.

Nel caso di Fidia, l’adozione dell’AI ha permesso di abbattere drasticamente i tempi di execution, garantendo un’analisi dei dati altrimenti inaccessibile:
«Quando fai uno screening tradizionale su una popolazione complessa, tra quando inizi l’assessment e quando lo finisci è già passato un anno. Ma con la velocità di oggi, quell’assessment è già vecchio. Se consideri che con l’AI in un solo mese abbiamo fatto l’assessment di circa 400 persone, quando mai ci riusciresti con un altro strumento?»
Non si tratta solo di velocizzare le analisi, ma di generare un reale impatto economico e organizzativo sui processi:
«Se comprimo la fase di screening da due o tre settimane a tre o quattro giorni, significa fare un saving di migliaia di euro e accelerare il tempo d’ingresso delle persone sul campo. In più, non abbiamo un costo d’inefficienza per posizioni scoperte a lungo. L’AI ci permette di valorizzare un patrimonio pazzesco di dati che già abbiamo in azienda ma che spesso non sappiamo utilizzare bene.»
Non un test “usa e getta”, ma una partnership strategica
Molte startup soffrono la sindrome dei Proof of Concept (PoC): progetti pilota estemporanei che si concludono in un nulla di fatto. La scelta di Fidia si distingue proprio per la prospettiva temporale: un contratto di 3 anni che trasforma il rapporto di fornitura in una vera e propria collaborazione tra pari. Fidia agisce come “palestra” e laboratorio sul campo, mettendo a disposizione la complessità dei propri processi aziendali per affinare e scalare la soluzione.
«Più che di ‘adottare una startup’, si tratta di lavorare insieme nella logica di co-protagonisti dell’innovazione. A me piacerebbe sviluppare questa partnership usando la nostra azienda come test in vivo, applicando un approccio agile: c’è un’idea, proviamo un piccolo sviluppo; se funziona, ci lavoriamo sopra e lo portiamo a scala.»
Dal recruiting alla crescita delle persone: il valore concreto
Il progetto pilota è partito su un perimetro rilevante per il settore pharma: gli Informatori Scientifici del Farmaco (Medical Reps) e gli Account Manager, che rappresentano circa un terzo della forza lavoro aziendale.
Invece di limitare l’uso dell’IA al solo screening in fase di selezione, Fidia ha ribaltato la prospettiva, partendo dallo sviluppo e dalla mappatura delle competenze interne:
- Valorizzazione del potenziale nascosto: L’analisi AI ha permesso di identificare inclinazioni inespresse. «Magari una persona non è al massimo nelle vendite, ma emerge che ha un potenziale fantastico per il marketing. Se non lo sai, ti perdi una pipeline pazzesca.»
- Lotta all’obsolescenza e responsabilità sociale: L’AI aiuta a capire come evolveranno i profili nei successivi 2-3 anni. «Dobbiamo mettere le persone nelle condizioni di essere sempre ’employable’. Evitare che svolgano solo attività ripetitive a basso valore aggiunto che le rendono obsolete: questa è la vera responsabilità sociale d’impresa.»
- Onboarding e percorsi su misura: Le metriche ricavate vengono riutilizzate nel recruiting. «Quando la persona entra, ha già pronto un piano di sviluppo su cui lavorare insieme al manager. Soprattutto per le nuove generazioni, poter dire subito ‘ecco cosa faremo per la tua crescita’ fa una differenza enorme.»
Un richiamo alla responsabilità dell’ecosistema industriale
L’esperienza di Fidia dimostra che la digitalizzazione e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale non servono a sostituire il fattore umano, ma a liberarlo dalle attività farraginose per concentrarlo sul valore strategico e sulla crescita.
Allo stesso tempo, l’integrazione di startup ad alto potenziale permette alle aziende strutturate di rimanere agili e al passo con i tempi. Le startup portano freschezza tecnologica e velocità di visione; le aziende consolidate offrono complessità, scala e sostenibilità economica.
Scommettere sulle startup del territorio e adottare strumenti AI per semplificare i processi industriali non è una scelta di facciata, ma una decisione strategica di sopravvivenza, competitività ed efficienza per l’intero ecosistema. Il progetto con Skillvue è stato il primo passo per Fidia in ambito HR, ma la strada per un’Open Innovation concreta e guidata dai dati è ormai tracciata.
Domande Frequenti (FAQ)
Cos’è l’Open Innovation?
È un modello in cui un’azienda innova collaborando con soggetti esterni, come startup, università e centri di ricerca, invece di affidarsi solo alla R&D interna. Funziona quando la collaborazione entra nei processi e ha un orizzonte di medio periodo, come la partnership triennale tra Fidia e Skillvue.
Come si usa l’AI nella selezione del personale?
L’AI analizza le candidature e conduce colloqui asincroni per valutare competenze e motivazione su criteri strutturati. Così riduce i tempi di screening e permette di confrontare grandi volumi di profili in modo uniforme, lasciando la decisione finale al manager.
L’AI può eliminare i bias nel recruiting?
Non del tutto, ma può ridurli. Ad esempio, nascondendo al manager età, sesso e titolo di studio nella prima fase di valutazione. Restano essenziali la validazione del modello e la supervisione umana.
L’AI Act si applica all’AI usata nelle HR?
Sì. Il Regolamento UE 2024/1689 classifica ad alto rischio i sistemi di AI usati per selezione, valutazione e gestione del personale. Questi sistemi sono quindi soggetti a requisiti specifici di trasparenza, qualità dei dati e controllo umano.