Wpi e AzzurroDigitale: con la modalità agile la digitalizzazione manifatturiera si fa in sei settimane

Anche la manifattura veneta della lavorazione di metalli speciali ha deciso di puntare sul digitale, con la trasformazione di un’azienda tradizionale in un’organizzazione data driven attraverso la tecnologia, in sole sei settimane.

Si tratta di WPI, Welded Pipe Industries, un’azienda situata a Padova, nel cuore della manifattura veneta, specializzata nella produzione di costruzioni saldate per il settore chimico e petrolifero. Un’organizzazione giovane e dinamica che negli anni è riuscita a guadagnarsi una consolidata reputazione tra importanti mercati internazionali: dalle grandi compagnie petrolifere, alle multinazionali della chimica. “Siamo un’azienda di piccole dimensioni, siamo circa 30 persone” spiega Jacopo Torresin Business Development Manager di WPI, “ma lavoriamo in un settore altamente specializzato: la costruzione di tubazioni saldate e di apparecchi di processo in pressione per l’industria Chimica ed Oil and Gas.  Ci troviamo quindi a competere contro produttori qualificati di ogni parte del mondo, dal Canada alla Cina, e a dialogare con project procurement manager molto preparati dei più grossi contractor del settore, come ad esempio SAIPEM in Italia”.

È proprio il bisogno di far fronte a un mercato altamente competitivo che spinge l’azienda a rivolgersi a degli esperti della digitalizzazione per sfruttare le leve offerte dalla tecnologia.

Avevamo la necessità di disporre di strumenti che potessero darci un’indicazione sui tempi e sui costi di produzione per capire in modo più approfondito quanto ci costa la realizzazione di un determinato manufatto e calibrare i preventivi di lavori successivi su una base storica attendibile” racconta Torresin, “allo stesso tempo, avevamo bisogno di uno strumento semplice e intuitivo, che fosse utilizzabile da tutto il personale dell’ufficio tecnico e della produzione”. Per questo ci siamo rivolti ad AzzurroDigitale”.

AzzurroDigitale, società padovana specializzata nella digitalizzazione del mondo manifatturiero, affianca WPI nel suo percorso di digital transformation. E lo fa in sole sei settimane, attraverso la metodologia Agile.

“Dopo un’analisi delle reali esigenze del cliente abbiamo deciso di sviluppare un prodotto completamente personalizzato, e farlo con la metodologia Agile.”, spiega Massimo Piva, Head of Industrial Digital Transformation di AzzurroDigitale, “Questo ha consentito di lavorare in modo veloce e dinamico, mettendo sempre al centro le persone, ovvero, i nostri clienti”.

L’output è stato la creazione di un Custom Manufacturing Execution System (MES) che consente di conoscere nel dettaglio e in tempo reale i costi di produzione di ogni artefatto e stimare in modo accurato le commesse future.

approccio Agile ha inoltre consentito allo staff di WPI di vedere in modo concreto i progressi del progetto, durante il suo svolgimento, scegliendo le funzionalità a cui dare priorità e lasciando le altre in un “backlog” per i futuri sviluppi.

 

 

“Il progetto è andato molto bene.” Sottolinea Torresin, “È stata la prima volta che abbiamo utilizzato la metodologia Agile, ed è stata una grande scoperta. Ad ogni sprint, ovvero ogni due settimane, si raggiungeva un obiettivo a breve termine, che era già un obiettivo tangibile. Questo ha permesso sia di avere sempre ben presente l’obiettivo finale sia di vedere il progetto crescere mano a mano”

Già dopo i primi risultati ottenuti attraverso l’utilizzo della tecnologia, infatti, WPI ha dichiarato di essere estremamente soddisfatta e ha deciso di investire ulteriormente sulla digitalizzazione dell’azienda.

In particolare, c’è la volontà di ampliare le funzionalità e le potenzialità del MES. Grazie ai dati che verranno raccolti dall’utilizzo dell’applicativo, emergeranno nuove necessità, sulla base delle quali si andranno a stabilire le nuove features da implementare.

“Faremo sicuramente altri investimenti sul digitale in futuro” continua Torresin, “uno dei primi sarà l’integrazione dell’app con il sistema gestionale, fino ad avere un unico collettore di dati a 360 gradi”.

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