27 Ott Design Thinking meets Industry 4.0: NICE – La seconda Learning Week

La seconda tappa del viaggio “Design Thinking meets Industry 4.0” realizzato da AzzurroDigitale nel mondo dell’imprenditoria veneta è Nice SpA. Da lunedì 9 a venerdì 13 ottobre infatti il nostro team è stato ad Oderzo, un comune di 20 mila abitanti del trevigiano, dove ha sede Nice,  gruppo di riferimento internazionale nel settore dell’Home e Building Automation, per una learning week di 40 ore totali. In questi cinque giorni sono state illustrate ai partecipanti le teorie del Design Thinking, un’innovativa ma consolidata metodologia organizzativa ideata dagli studiosi di Stanford che permette grazie alla multidisciplinarità e al pensiero creativo utilizzato dai designer di avere un nuovo approccio ai problemi delle aziende legati all’ampio contesto dell’Industria 4.0.

I partecipanti sono alcune risorse interne selezionate delle dieci aziende d’eccellenza venete che hanno aderito al progetto e che – lavorando suddivisi in team interaziendali – erano chiamati a risolvere due design challenge, ovvero delle sfide progettuali lanciate dall’azienda ospitante (che a turno saranno tutte e dieci) e in questo caso proprio Nice. Il modello seguito è infatti quello della Open Innovation, che ritiene che le aziende al giorno d’oggi per creare innovazione non possono più rivolgersi unicamente alle proprie risorse interne, ma devono per forza fare ricorso anche a talenti esterni portatori di nuove visioni. «Vogliamo contaminare l’imprenditoria veneta e lo sviluppo dell’Industria 4.0 con un vento nuovo che solo il Design Thinking e l’Open Innovation possono portare»  spiega Carlo Pasqualetto, co-founder di AzzurroDigitale «Il fattore determinante per far funzionare la contaminazione di idee è l’interaziendalità, grazie alla quale talenti di diverse aziende e con diverse competenze vengono messi a stretto contatto tra loro per produrre innovazione. Nell’esperienza di design challenge lanciata da Nice abbiamo lavorato allo sviluppo di un nuovo approccio di prototipazione rapida per cui l’innovazione si ottiene unendo un aspetto fisico con l’utilizzo dei lego e un aspetto digitale con l’utilizzo della scheda programmabile Arduino, questo permette all’azienda di velocizzare la prototipazione di nuovi prodotti».

Grande soddisfazione per questa settimana di lavoro anche per quanto riguarda Nice: «Stiamo continuando a investire in maniera importante sulla crescita delle persone con programmi di formazione internazionale e, come promotori di processi di Open Innovation in azienda, partecipiamo con piacere a progetti come questo» racconta Laura Buoro, Presidente di Nice SpA. «Pensiamo che le idee nascano dalla diversità: per sviluppare i flussi di comunicazione tra le persone abbiamo aperto uno spazio fisico, ThePlace, una ‘piazza’ per la ‘contaminazione’ e la condivisione delle idee che generano innovazione. Le Design Challenges che sono state sviluppate dai partecipanti, mettendo a fattor comune esperienze e background complementari, hanno aperto alcuni spunti di riflessione interessanti su come poter ottimizzare l’offerta di prodotto e ridurre il time to market, ovvero il tempo che intercorre dall’ideazione di un prodotto alla sua effettiva commercializzazione, coordinando i contributi degli attori coinvolti in una rete di relazioni partecipativa».

Un’esperienza che ha colpito positivamente anche i partecipanti al progetto, che hanno avuto l’opportunità di acquisire competenze sia teoriche che pratiche che andranno ad arricchire il loro bagaglio di abilità a servizio dell’azienda per cui lavorano: «Il Design Thinking è un utile strumento per dare nuovi spunti, nuove idee e nuovi approcci commenta Mauro Pozzi, progettista software di Breton Soprattutto in un’azienda come la mia che ha 50 anni di storia, proiettata per sua natura all’innovazione ma che ha sempre più bisogno di essere aggiornata per far breccia sul mercato». E il nostro viaggio per contaminare con l’innovazione l’Industria 4.0 veneta ovviamente continua.